Qual è il mistero dei tre colori primari – chiamiamoli colori splendore – e che cosa significa?

Prendiamo per primo il giallo; il giallo è radiante, è ciò che è più vicino alla luce (che è bianca) e quindi per sua natura non vuole avere limiti. Quando vi sono dei limiti al suo estendersi esso tende a diventare più pallido: se lo limito in un foglio e lo dipingo, dal centro carico esso si diffonde e quindi si attenua.
La vera essenza del giallo è il non avere limiti, come la luce appunto. Esso è lo splendore dello spirito, esso ci pervade di spirito e in esso c’è la qualità della luce. Noi non vediamo la luce, ma il mondo illuminato dalla luce (la luce è una specie di “soglia” tra il mondo spirituale e il mondo fisico). Il giallo è penetrante e per questo è forza di crescita: ha in se l’elemento del dono, della penetrazione nel mondo fisico. La sua forza radiante penetra nella terra e solleva verso l’alto le forze eteriche. E’ grazie alla luce che le forze eteriche si muovono e fanno nascere il mondo vegetale. Il giallo è legato al pensare, alla chiarezza che un pensiero puro dovrebbe avere.

Il blu ci porta in un certo senso in cielo, nel divino (pensiamo ad esempio a come rievochiamo la santità della Madonna nell’osservazione della purezza del suo manto blu). Al contrario del giallo il blu irradia dall’esterno verso l’interno: se lo dipingo su un foglio, esso avrà la sua massima intensità ai margini e la sua attenuazione verso l’interno. Il blu quindi ha la volontà di ritirarsi, di rinchiudersi nell’interiorità. Esso ha anche una qualità avvolgente ed accoglie – tema del femminile, della madre, della coppa che accoglie, del Graal. Esso presiede alla vita del mondo vegetale e dei fluidi nel nostro corpo. In natura vediamo che il giallo entra nel mondo vegetale per risvegliare le sue forze interiori, forze governate dal blu. Appunto da questa sinergia nasce il verde, che è l’essenza del mondo vegetale, che noi percepiamo con i nostri occhi.

Il rosso, colore splendore del vivente, rappresenta il pareggio tra giallo e blu. Esso è il colore splendore del vivente,  che si manifesta nell’equilibrio. Esso sta in mezzo tra l’irradiare e il rinchiudersi  – è movimento giunto alla quiete. Ha in sé l’elemento irradiante del giallo (rosso vermiglio) e l’elemento interiorizzante del blu (rosso carminio). E’ anche quel soffio vitale che viene dal mondo astrale e che tutto compenetra. Nel nostro corpo troviamo il rosso nel sangue, veicolo della vita e del nostro io; attraverso il sangue noi entriamo in rapporto con il dentro e il fuori, facciamo nostre le forze della terra che ci nutrono e ci edificano. Nel nostro sangue troviamo la coppia rosso-giallo nel sangue arterioso, che porta ossigeno ai tessuti e ai muscoli e rosso-blu, sangue venoso che arriva ai polmoni per rigenerarsi. Se pensiamo alla nostra circolazione sanguigna, il suo movimento non è tumultuoso e irregolare, ma è circolare, tendente sempre all’equilibrio – chi altri se non il cuore è l’organo più rappresentativo di questo equilibrio, di questa centralità? Il rosso è anche legato al tema della volontà; la volontà si manifesta nel sistema del ricambio e delle membra, nel metabolismo inconscio che vive e lavora nella corrente sanguigna.

I colori splendore mostrano la loro luce verso l’esterno, risplendono appunto. Sono dei colori-luce, a differenza dei colori immagine che si possono definire più colori-ombra. I colori splendore vivono di luce interiore e continuano a vivere interiormente a noi, una volta che ne abbiamo fatto l’esperienza: col giallo siamo pervasi dallo spirito, col blu siamo ritirati nella sfera dell’anima e col rosso sperimentiamo ciò che vive e riempie lo spazio.

Quando due colori splendore si incontrano, essi formano un colore immagine, che è appunto l’immagine del loro splendore; essi creano un “dialogo” luce-ombra che dà vita all’immagine di questo incontro (ad esempio il verde, immagine del vivente, cioè dell’incontro luce-tenebra in uno scambio dinamico che dà origine alla vita).

Questi colori ci elevano dal materiale allo spirituale. Per questo è importante che quando li dipingo io lasci loro la facoltà di splendere, di emanare luce, solo così ne rispetto l’essenza. Sento già di cogliere la profonda differenza di qualità tra un colore splendore e un colore immagine; ad esempio, quando dipingo con il vede smeraldo o il nero, ne percepisco una qualità di ombra ricettiva, che nei colori splendore – neanche nel blu – non percepisco mai. Nel giallo, blu e rosso sento una forza intrinseca che si manifesta anche nel foglio che dipingo, come uno “stare in piedi da sé”. Questa forza, quando dipingo con l’anima, mi viene donata, diventa mia; sento di vivere uno scambio amorevole reciproco tra me e i colori!

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