Vedere, cioè farci delle immagini del mondo esteriore e di quello interiore, richiede energia, energia visiva. Come si forma la pulsazione di questa energia? Come nasce e come si rinnova l’energia visiva? Gli studiosi che si addentrano in questo affascinante microcosmo, lo descrivono così: “Le molecole rispondono alla luce come la gente alla musica. Alcuni non reagiscono, altri la seguono muovendo un po’ i piedi o le dita delle mani, altri ancora si alzano, danzano e cambiano partner.
Le molecole contenute nell’occhio, quando vengono coinvolte si sollevano, danzano e cambiano partner come in un girotondo, e lo fanno in una cascata di reazioni che introduce il processo fisico.” (William Rushton; Lubert Stryer).

Una specie di danza quindi. Ogni processo vitale, sia in una singola cellula o in tutto l’organismo, si basa su un ritmo. Ogni cellula sperimenta un continuo dare fondo alle proprie energie e un continuo rigenerarsi. A questo processo diamo il nome di pulsazione della vita. Ogni cellula viva pulsa, così come la retina e il bulbo oculare, l’intero organismo visivo inclusi i muscoli, le vie nervose e le aree cerebrali. Il loro approvvigionamento di energia avviene nel ritmo della pulsazione cardiaca e della respirazione: tutto l’essere umano pulsa in sintonia con i ritmi della sua vitalità.

Molto grossolanamente, l’occhio riceve i fotoni (piccoli pacchetti di energia luminosa che si propagano come onde a partire da una fonte luminosa), il cui impulso viene amplificato per poter essere percepito dalle cellule nervose. I fotorecettori producono dei pigmenti visivi, che quando si incontrano con i fotoni si trasformano in energia visiva e vitamina A. L’energia visiva viene amplificata e poi ‘sparata’ oltre la terminazione sinaptica, ovvero inviata alle cellule che la elaboreranno ulteriormente. Tramite la sinapsi, gli impulsi energetici vengono assorbiti da una fibra nervosa e inviati al cervello attraverso il nervo ottico. Lì, da un lato, questa energia viene utilizzata per la produzione di immagini, mentre dall’altro viene trasmessa al sistema nervoso attraverso l’ipofisi e la ghiandola pineale per produrre ormoni.

La scienza ci parla di una corrente di luce che raggiunge il fotorecettore quando questo riceve e amplifica l’energia luminosa, e di una corrente di buio che attraversa il fotorecettore quando trasmette l’energia visiva al cervello e si rifornisce di energia corporea.
Questo conferma la Teoria dei colori di Goethe, che parla di polarità di luce e buio (come il polo + e il polo –  dell’energia elettrica) da cui nascono i colori. Dato che il colore diventa visibile soltanto alla percezione umana, può essere visto solo quando l’energia visiva fluisce grazie all’alternanza di luce e buio.

In questo senso, come esperienza umana, i colori hanno origine dalla polarità luce-buio. Goethe, acuto osservatore, ha ricavato la sua ispirazione poetica e la sua Teoria dei Colori proprio dalla sua capacità di guardare. Nella sua ricerca dei colori gli si è rivelata anche l’essenza della percezione visiva stessa. In questo egli era molto più avanti di Isaac Newton. Quest’ultimo, volendo dimostrare che i colori derivano solo dalla luce, non ha tenuto conto che, per poterli vedere, occorre che nel campo visivo dell’osservatore vi sia qualcosa di scuro.
Per la nostra energia visiva la percezione della luce e quella del buio sono inscindibili e per e cellule visive l’unica cosa veramente importante è l’alternanza; per una produzione ottimale di energia visiva, gli occhi hanno bisogno di stimoli chiaroscuri, di una varietà di contrasti minimi e massimi per attivare sia i coni che i bastoncelli, di molto movimento, per attivare tutta la superficie retinica, di un ammiccamento frequente e di stati di buio, in cui si possa verificare la rigenerazione.

Che cosa favorisce la vista quindi?

  1. Senz’altro come respiriamo, quanto ossigeno mandiamo in circolo nel nostro sangue
  2. Favorendo la circolazione e il movimento dei canali di energia naturali: muoviamo la schiena, ruotiamo il collo, sbattiamo le palpebre in modo rilassato
  3. I pensieri, la cui forza non va sottovalutata; già solo pensare “mi godo quello che vedo” ritempra l’occhio
  4. Le emozioni positive, il cui potere è enorme: occhi raggianti, occhi che mandano lampi di rabbia, occhi che esprimono odio, occhi pieni di paura, occhi che vibrano pieni d’amore. Le emozioni sono una potente fonte di energia interiore. Molte persone che bloccano le loro emozioni bloccano contemporaneamente la loro energia visiva.
  5. Il saper creare anche il buio nel nostro campo visivo. Immergersi nella sensazione di nero è possibile soltanto nei tuoi occhi e ti può dare una sensazione di profonda tranquillità, di una gradevole assenza di pensieri.

Cosa fare se vogliamo acutizzare la vista, migliorare la percezione del mondo intorno a noi? Ci sono vari esercizi, come il metodo Bates e le tavole approntate dal cromoterapeuta W. Hatscher-Rosenbauer. Con le sue tavole colorate l’occhio ritrova vitalità e la vista si rinforza.
Si può inoltre fare esperienza dei colori con la pittura, in cui si coinvolge anche la parte emotiva, fonte del nostro benessere ed equilibrio.

I colori quindi sono curativi anche per l’organo preposto a riceverne i primi impulsi luce-ombra, l’occhio. Possono inseocchio-colorignarci a vedere la vita in modo diverso, vedere un mondo di luce e ombra, di forme e strutture; un mondo di bellezza, armonia ed equilibrio.

(Fonte: “Una vista eccezionale”, Wolfgang Hatscher-Rosenbauer; “La teoria dei colori”, Johann Wolfgang Goethe)

 

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